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Buon 2 Giugno

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Buona Festa della Repubblica a tutti!

In un anno, dove i festeggiamenti ufficiali sono sospesi, ma non la riflessione, ci piace ricordare i fatti che caratterizzarono la nascita della Repubblica Italiana con aneddoti e curiosità che forse abbiamo dimenticato.
Il 2 giugno (in verità la consultazione si svolse in due giorni) 1946, gli Italiani, con referendum Istituzionale, scelsero la Repubblica con il 54,3% dei votanti e per la prima volta votarono anche le donne. La Corte di Cassazione, il 10 giugno dello stesso anno, dichiarò la nascita della Repubblica italiana, dopo 85 anni di monarchia e quindi, Il 18 giugno prese forma la nuova vita politica del nostro paese. La prima celebrazione avvenne l’anno seguente e, tra alterne vicende susseguitesi nel corso degli anni, il 2 giugno è e rimane la festa della Repubblica, la festa di tutti gli Italiani, un po’ come il 14 luglio per i Francesi. Simboli della Repubblica Italiana sono la bandiera tricolore e la ruota dentata con al centro la stella.
La bandiera italiana (indicata ufficialmente dall’articolo 12 della Costituzione, come bandiera nazionale, il 27 dicembre del 1947) compare per la prima nel 1796, proprio ispirata alla bandiera francese, ed è infatti il simbolo del contingente italiano a seguito di Napoleone per le repubbliche Cispadana e Cisalpina. Il verde aveva sostituito il blu perché verde era il colore delle uniformi della guardia civica milanese e forse perché richiamava il paesaggio delle nostre pianure e delle nostre colline. Bisogna però tornare indietro di 2 anni, al 1794, per vedere per la prima volta il tricolore, unito in una coccarda da appuntare sul petto: due studenti dell’università di Bologna (Luigi Zamboni e Giovanni Battista de Rolandis) accostarono il bianco e rosso, simbolo delle loro rispettive città di nascita (Bologna e Castel Alfiero in provincia di Asti) al verde della speranza di vedere Bologna libera. Speranza, purtroppo, spezzata dalla cattura dei due giovani patrioti processati e giustiziati. Fu proprio Napoleone ad affermare: “Visto che loro hanno scelto questi tre colori, cosi siano” e il 9 ottobre del 1796 consegnò ufficialmente la coccarda alla legione italiana.
Tanti sono gli aneddoti e le storie intorno al tricolore: Carducci paragona il tricolore a “le nevi delle Alpi, l’aprile delle valli e le fiamme dei vulcani” la religione cattolica alle tre virtù teologali, Fede, Speranza e Carità. I patrioti del Risorgimento adottarono il corbezzolo ( foglie verdi, fiori bianchi e frutti rossi) come pianta nazionale italiana. Insomma…Molte sono le ipotesi ma forse l’unica cosa certa è che il tricolore italiano sia stato ispirato proprio dalla bandiera francese e dai suoi ideali di Libertà, Uguaglianza e Fratellanza con l’auspicio che mettessero radici anche in Italia.
Altro simbolo della Repubblica Italiana, adottato ufficialmente il 5 maggio del 1948 è la ruota dentata con al centro una stella contornata da rami di ulivo e di quercia legati da un nastro rosso. La ruota d’acciaio dentata rappresenta il lavoro (Art.1 della Costituzione “ l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”) il ramo di quercia, rappresenta la forza e la dignità del popolo italiano (in latino la parola robur significa quercia ma anche forza morale e fisica) e il ramo di ulivo rappresenta la pace (art. 11 della Costituzione – “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà”) .
Una storia a parte è quella invece legata alla stella: nell’Antica Grecia, infatti, l’Italia era associata a Venere, la prima stella che appare a occidente al tramonto…ad ovest della Grecia. Espera, in Greco antico, significa infatti occidente riferendosi al tramonto del sole cioè alla sera. Esperia quindi, divenne il nome di tutti i paesi a Ovest della Grecia. Nell’Eneide , nel terzo libro, i Penati compaiono in sogno ad Enea per indicargli la terra delle origini dei suoi Antenati, l’Italia : “una parte d’Europa è, che dai Greci si dice Esperia, antica, bellicosa e fertile terra.…..Italia è detta.”
Questa la storia dei nostri simboli che ci rappresentano nel mondo e che, anche nei momenti più bui, non dobbiamo mai dimenticare. Sono simboli di Unità, di Libertà e di Fratellanza per i quali i nostri nonni hanno combattuto e sofferto…
Nel momento difficile che stiamo vivendo, momento nel quale molti di loro ci hanno lasciato, anche questo è un modo per ricordarli.
Consuelo Ballarino



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